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giovedì 15 ottobre 2009

capitani coraggiosi

di annalisa

La notizia che due giovani coraggiosi apriranno a giorni in città una libreria dei ragazzi, oltre a commuovermi per la temerarietà e la sfida ai tempi che l'impresa dimostra, mi ha fatto venire una gran nostalgia per il mio lavoro di bibliotecaria dei bambini, per le facce allegre e stupite che ascoltavano i racconti.
In una ricerca che facemmo anni fa risultò che quasi tutti gli adulti ricordavano la prima esperienza di lettura in modo precisissimo. Del primo libro tenuto in mano ricordavano la copertina, le illustrazioni,la carta, l'odore.

Persone comuni e personaggi famosi rintracciavano nella memoria quel giorno, quel momento, l'occasione: leggevano sul letto, sotto un albero, d'estate o vicino alla stufa in casa dei nonni. Chissà se succede ancora? Se i bambini frastornati dall'invasione mediatica vivono ancora così forte l'incontro col libro.

Il mio è stato così: era un regalo, ma non ricordo per quale occasione, un regalo di mia madre. Era un volume della Scala d'oro, Gargantua a Pantagruel, una riduzione da Rabelais. Lo leggevo di nascosto, sotto le coperte, col lumino da notte rischiando di dar fuoco alla casa. La copertina era grigia e aveva belle tavole illustrate ma era un po' troppo grande per nasconderlo quando sentivo avvicinarsi i passi di qualcuno che veniva a controllare se dormivo.

2 commenti:

ottavio ha detto...

I libri della Scala d'Oro, che nostalgia! Confesso che una delle mie aspirazioni segrete era di diventare commesso di libreria (ah, poter sfogliare i libri appena usciti, l'odore della stampa), quindi grandi auguri ai due ragazzi, diventerò sicuramente loro cliente.
Negli ultimi trent'anni, da quando sono a Monza, ho visto più librerie chiudere (tra Monza e Milano) che aprire. Le vetrine piene di libri sono state sostituite dai soliti negozi di abbigliemento o calzature o da agenzie bancarie o immobiliari. Ecco perchè ho una passione per le città dove le librerie hanno ancora risalto. Una di queste è Belluno, dove mi reco spesso quando sono in vacaza in montagna. E' una cittadina (circa 30mila abitanti) che, oltre ad avere parametri di vivibilità molto alti (vedi Sole 24Ore) ha due splendide librerie nella piazza principale (dei Martiri). Un'altra (ma siamo su un'altra dimensione) è Lisbona (non conosco città europea con tale densità di librerie, di tutti i tipi). Spero si mantenga così!

Giorgio

Solimano ha detto...

Il mio primo libro non me lo ricordo, ma credo di sapere il perché: in casa mia non c'erano né entravano libri al di fuori dei libri scolastici, quindi d'obbligo più che di piacere. Il tourbillon cominciò verso la fine delle medie inferiori: la prima BUR, quella veramente tascabile e con la copertina grigia: Cechov, Tacito, Roland, Ariosto. Mancavano le figure, per cui la botta grande arrivò più tardi: I Maestri del Colore. Ne ho ancora quaranta, venti scioccamente li regalai in giro.

saluti Annalisa
Primo