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venerdì 6 novembre 2009

ancora sulla serata con i musulmani di 2° generazione

di edoardo

La questione dell'integrazione dei giovani musulmani nati o comunque cresciuti in Italia mi sembra possa meritare ancora qualche considerazione, data la sua problematicità, comunque la si voglia vedere:

ecco cosa ha scritto a Novaluna una persona del pubblico di quella sera:


"Bello il quadretto presentato dal prof. Branca! Due bei giovani, bravi studiosi, combattivi e ottimisti, tanto ben accettati nel nostro paese da avere a disposizione ben 650 luoghi di preghiera più quelli abusivi.

Mi sono laureata nel 1966 e già avevo un collega “negretto” amico di tutti e per niente malvisto , temuto, escluso.

Ma chiedo ai due giovani: che cosa fanno, che cosa dicono ai loro colleghi migranti che vivono in Italia, che cosa scrivono sulla loro stampa per aiutarli a integrarsi ,a non massacrare i loro figli, a non tramare contro il paese che li ospita, a non allontanare i loro giovani per non farli sposare con un italiano ?

Noi l’ abbiamo capito che li dobbiamo aiutare ma loro, i giovani facciano un passo in più: scrivano sui loro giornali, parlino ai loro conterranei,non è il velo che ci spaventa, ma il loro non rispetto della persona che al dilà del Corano imparato a memoria e mal interpretato non ha alcun peso per un essere umano di un certo grado e sesso .

Al prof. Branca dico che non serve puntare la sveglia per pregare solo perché imposto; le campane alle 7 del mattino mi bastano per credere in Dio e darmi la forza di accettare tutti benché diversi.

Maria Montrasio Lorenzini"


ed ecco cosa ho creduto opportuno rispondere:


"gentile signora,

mi permetto di segnalarle il sito
www.blog.vita.it/yalla nonchè il giornale telematico www.yallaitalia.it/ dove i giovani musulmani di seconda generazione parlano e scrivono ai loro coetanei e alle persone di buona volontà proprio quanto lei vorrebbe che facessero, e spesso in contrasto con la loro cultura familiare.

fra l'altro c'è un toccante articolo di Lubna (la giovane che era presente l'altra sera) sulla ragazza ammazzata dal padre per "questione d'onore" dove viene espresso il grande dolore di questi giovani per una così grave ingiustizia.

Le ricordi che fino a una quarantina di anni fa il delitto d'onore godeva di forti attenuanti nella (nostra) civile legislazione, cosi come le sggerisco di leggere il libro di Gian Antonio Stella "l'orda, quando gli albanesi eravamo noi", libro che riporta quanto hanno sofferto i 30 MILIONI di italiani che sono emigrati tra l'800 e il 900, ma anche come ALCUNI di loro, abbiano avuto un bel ruolo nella malavita dei paesi dove erano andati.

E comunque le difficoltà che hanno avuto per passare da culture contadine e arretrate a modi di vivere e convivere più civili! (le mando una esemplificativa vignetta tratta da quel libro, nonchè la lettera di Kaled Fouad Allam (il docente a Trieste e ad Urbino, non il giornalista Magdi Allam), a sua figlia, nata in Italia.

Quello che più spesso si sente dire, parlando con maestri e professori, è la grande voglia di bambini e ragazzi immigrati, di essere quanto più possibile simili ai loro compagni, nei giochi, nelle abitudini, nelle aspirazioni: anzi, talvolta i più consapevoli della fortuna che hanno di poter studiare, cosa spesso impossibile nei paesi di origine, di essere più bravi.

Ma talora imitano anche certi nostri non edificanti modelli: diventare calciatori e veline...senza dimenticare che, come si è detto quella sera, ci sono anche genitori che mettono sempre in guardia i loro figli da equivoche frequentazioni, anche politico-religiose.

Mi permetto ancora due domande: che cosa vuol dire che i Musulmani pregano in tanti luoghi "abusivi"? E' un disagio per loro o per noi a cui da fastidio vedere che esistono credenti di altre religioni? (ma come avra sentito non tutti sono osservanti).

Ed ancora, ha proprio bisogno di scomodare Dio per "avere la forza di accettare tutti benchè diversi"? Non le basta il fatto di essere una persona colta e civile? Non vorrei annoiarla con altre considerazioni, ma quanti orrori e disastri ci sono stati nella storia dell'umanità per quel "benchè diversi"!

Quante volte la avversione e la paura del diverso diventano capro espiatorio di tutti i guai e i disastri che avvengono!

mi (ci) farebbe piacere ricevere una sua risposta

Edoardo Marino, nato prima della 2° guerra e laureatosi anch'esso nel 1966"


Ormai questa lettera è stata mandata, ma mi piacerebbe che gli amici del Blog esprimessero ulteriori argomenti per rafforzare (o modificare) quelli miei, per dare a chi vorrà la possibilità di controbattere, nella maniera più efficace (e più civile) possibile, affermazioni come quelle della signora Maria.

Edomonza

4 commenti:

Solimano ha detto...

Edoardo, non credo che la Signora Maria cambierebbe idea, anche di fronte alla più civile delle argomentazioni. Perché è molto civile averle fornito i link di siti e blog in cui giovani immigrati di seconda generazione affrontano i loro problemi che spesso sono analoghi a quelli dei giovani della loro età appartenenti a famiglie italiane da generazioni. Ma non credo che documentarsi le interessi. E' nel benchè diversi il nocciolo della questione, è nello spregio di un libro di riferimento diverso dal suo. Aggiungo che trovo incredibile sventolare la numerosità dei luoghi di preghiera come argomento. Io sono laico, ma se delle persone si vogliono ritrovare per pregare, per fare yoga o meditazione zen non ci vedo niente di strano o di per sé pericoloso: basta che rispettino le leggi. Punto.
Ma c'è un argomento su cui tu forse non sarai d'accordo: è in corso una guerra fra parenti stretti, la guerra peggiore, e mi chiedo come i politeisti dell'India, i confuciani ed i taoisti della Cina vedano la questione. Perché per loro, accorgersi di come sia stretto il parentado è più facile: Paolo Branca alla fine l'ha detto (forse non desiderava dirlo): le origini patriarcali sono comuni ai tre monoteismi... e in fondo... si sono trsmesse anche ai monoateismi, come diceva Vittorio Zucconi qualche mese fa, a proposito dell'implosione dell'USSR: "Si è sbagliato nel capire la natura dell'uomo". Si fa presto a dirsi laici, ma poi bisogna esserlo veramente, accorgendosi dei miti scaduti, quindi infecondi e pericolosi.

grazie Edoardo
Primo

giorgio ha detto...

Bravo Edoardo, mi piacciono le risposte pacate, ma nette.
Il centro sinistra dovrebbe sempre usare nella polemica questi toni.

Giorgio

Claudio ha detto...

Un commento a braccio, con citazione a memoria: nei'Sette pilastri della saggezza' c'è un principe arabo - Feisal credo- che ricorda a Lawrence d'Arabia "nel 13° secolo, quando Londra era un ammasso di capanne e di fango, noi a Cordova avevamo la illuminazione pubblica" e, aggiungo io, avevano ben altre illuminazioni, quali la tolleranza, esercitata soprattutto nei confronti degli ebrei.

Claudio ha detto...

PS al commento precedente: visto che è così importante, ma non capisco il perchè, mi sono laureato nel 1964