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mercoledì 24 febbraio 2010

Israele

di alberto

domani sera,
se tutto va bene,
saremo di nuovo a casa.

da dieci giorni siamo in Israele;
sono ormai quasi cinquant'anni
che bazzichiamo questo paese,
e' proprio qui che ci siamo conosciuti.
ad intervalli variabili
di tre, quattro, cinque anni,
torniamo sul luogo del delitto.

questo ci da modo
di percepire le variazioni
da una volta con l'altra
meglio che se fossimo residenti stabilmente;
il confronto tra il paese rude e povero di allora
e quello prospero ed evoluto di oggi e' impressionante.



si sono alternati nel tempo
governi piu' o meno buoni,
a volte, come ora,
addirittura pessimi,
ci sono stati momenti
in cui l'economia
e' stata piu' o meno florida,
in cui sono arrivati flussi,
a volte imponenti, di immigrati

la cosa incredibile
e' come queste differenze
siano completamente ignorate
dalla stampa e dalla televisione di casa nostra.

oggi il paese e' cresciuto,
si e' sviluppato incredibilmente,
ci sono universita', politecnici
e centri di ricerca di valore mondiale,
ogni citta' ha quartieri interi
di uffici e di fabbriche hi-tech,
ci sono teatri, musei e auditorium
eccellenti e frequentatissimi,
supermercati con quantita',
ma soprattutto varieta' di merci sorprendenti;
ma quel che stampa e televisione ci propinano
sono soltanto soldati col mitra.
non voglio con questo negare
l'esistenza di molti e gravissimi problemi,
primo tra tutti quello annoso e terribile
dei rapporti con i palestinesi,
ma mi sembra impossibile
che non riesca ad emergere una visione
meno schematica e piu'articolata della realta'

shalom
a




1 commento:

Solimano ha detto...

Alberto, come è difficile per un politeista selettivo come me dire qualcosa di sensato e non ovvio sul tuo post. Comunque ci provo.
1. Bisognerebbe parlare di tutto: mitra ed innovazioni. Non separatamente, ma quasi insieme. Hai visto mai che una vera innovazione aiuti a dismettere i mitra (mitra di ogni tipo e di ogni etnia)?
2. Ne ho viste troppe, in tutti questi decenni, per cui credo che sia possibile fare una sola cosa: limitare i danni. Non mi aspetto niente di più, mi piacerebbe essere smentito dai fatti.
3. Cosa penseranno antiche civiltà estranee ai tre monoteismi (intendo India e Cina) di questa millenaria guerra tra parenti stretti?
4. Certe volte, dal tempio sarebbe bene cacciare i predicatori e fare spazio ai mercanti. I predicatori in buona fede sono i più pericolosi di tutti.
5. Leggo volentieri Marcel Proust e Mordecai Richley (La versione di Barney). Mi piace il loro modo convinto, coinvolto ma anche disattaccato/distaccato. Questo per dire che la faccenda del figlio di Toaff costretto ad una smentita non mi è piaciuta. Non sono cose che aiutano.

grazie Alberto e bentornato
Primo