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venerdì 25 settembre 2009

Monza multietnica

di giorgio casera

Foto tratta da Arengario


Sarà che ho trascorso l'intera estate lontano da Monza. Sarà che ho avuto bisogno di frequentare gli Internet Point (anche Phone Center, come ho potuto constatare) per una settimana ai primi di settembre. Ma mai come oggi mi è apparsa in tutta evidenza la dimensione della presenza di "stranieri" nella nostra città. Stranieri (magari molti saranno già cittadini italiani) di tutti i colori e di tutti i continenti, visibili ormai dappertutto, in centro come nei quartieri periferici, molti, soprattutto gli islamici, vestiti come da loro tradizione o precetto religioso.
Non ho figli in età scolare e quindi non ho elementi per capire quanto questa presenza si rifletta sulla scuola ma la nipotina al nido (privato) ha un compagno figlio di sudamericani ed un altro figlio di una coppia italo-russa.
L'edificio in cui abito sta effettuando la manutenzione delle facciate. Inutile dire che gli operai che lavorano vengono da mezzo mondo (l'unico italiano viene dalla Sicilia). Mi capita di assistere con curiosità alla preghiera serale dei musulmani.
In ogni caso penso: ben vengano, se serviranno a dare una scossa a questa città un pò addormentata e chiusa in sè stessa!

P.S. I phone center - internet point sono tutti gestiti da stranieri e svolgono la funzione di canale di comunicazione tra gli immigrati a Monza e i loro familiari nei paesi d'origine. Il bello è che questo canale è molto economico, sfruttando la rete internet e programmi come Skipe per la comunicazione vocale. Se poi il computer usato per la comunicazione ha anche una web camera (e anche dall'altra parte ci sono gli stessi dispositivi) ciascuno vede il suo interlocutore sullo schermo.
Se anche i nostri emigrati degli anni '50 e '60 avessero avuto strumenti simili...

2 commenti:

Claudio ha detto...

caro Ottavio:
ottimo il tuo spunto.
aggiungerei, a conferma ed amplificazione di quanto hai considerato, le situazioni in cui la presenza di altre etnie, magari già con cittadinanza italiana, è alta:
ristoranti, bancherelle, servizi di mantenimento di ogni tipo (pulizia case, riparazione elettrodomestici, portierato), oltre alle mai abbastanza citate badanti, servizi che hanno tutti in comune il fatto di essere indispensabili alla vita di ogni giorno
se è vero che Monza è una città addormentata, che deve accettare ed applaudire ogni stimolo al risveglio, è anche vero (è una mia opinione, che spero sinceramente sia errata) che sotto questo 'sonno' si cela, specie nei più anziani, dello sciovinismo,che si confonde con il razzismo: se questa mia impressione è vera, dobbiamo stare tutti all'erta e con la guardia alzata.
una ultima considerazione: si fa di necessità virtù: questi lavoratori stranieri padroneggiano molto meglio dell'italiano medio le nuove tecnologie, e non certo per desiderio di essere a la page

Solimano ha detto...

A questo si aggiunge un problema di cui ci si guarda bene dal parlare, e che è molto sentito in Emilia: la differenza di scolarità fra gli immigrati e gli italiani nei mestieri manuali. Differenza a favore degli immigrati: molti operai nelle fabbriche reggiane sono diplomati o più, mentre gli operai e i manovali italiani sono scolasticamente più ignoranti. Questo dato esacerba gli animi, perché un'invidia non manifesta è la peggiore.

saluti
Primo