Ieri, l'appuntamento era alle otto del mattino davanti al Maestoso. Non è un personaggio illustre in carne ed ossa, il Maestoso, neppure la statua bronzea o marmorea di un personaggio celebre. Il Maestoso era il cinema più vasto, bello e comodo di Monza, solo che poi sorsero le multisale e per il Maestoso c'est fini.Il 29 settembre ultimo scorso il Cittadino (un giornale di Monza) ha scritto:
Quello che è certo è che nel giro, presumibilmente di sei mesi, sarà aperto il cantiere che darà il via alla riqualificazione che potrebbe durare al massimo un paio d'anni.
Vabbè, ci siamo capiti...
Appuntamento comodo, per noi: poco più di cinque minuti a piedi da casa nostra.
Alle otto e un quarto siamo partiti in quaranta su un pullman bianco. Giornata di un autunno bellissimo. Dopo un po' abbiamo cominciato a vedere il Monte Rosa, ancor più bianco del pullman. Gli uomini sfogliavano i giornali. Ho fatto il conto: otto Repubbliche, tre Corrieri, un Giornale. Sul lettore del Giornale abbiamo deciso tutti di esercitare nel corso della giornata un amorevole volontariato. Sarebbe interessante vedere cosa compra oggi, forse passa a Libero!
Basta un'ora e mezzo, da Monza, per giungere all'inizio della Val d'Aosta, e il Forte di Bard è poco più in là. Sorge in un punto in cui la valle è strettissima: c'è posto solo per la scoscesa montagna del Forte e per la Dora Baltea (cerulea, naturalmente). Quindi, di lì si controllava il va e vieni con la Francia, facendo spesso pagare il transito. Le tracce delle prime fortificazioni risalgono a Teodorico.Il forte attuale è stato costruito attorno al 1830, fra Carlo Felice e Carlo Alberto di Savoia. Quello che c'era prima fu smantellato da Napoleone, che lo chiamava cet vilain fort de Bard, dopo che gli aveva fatto perdere due settimane nel maggio del 1800 quando 400 soldati austro-croati bastarono a bloccare il suo esercito di 40.000 uomini.
Due settimane lunghe, per uno come Napoleone.
Il forte era quasi inespugnabile. Praticamente, lo è ancora: abbiamo dovuto aspettare quasi venti minuti per prendere gli ascensori che si intravedono nell'immagine in alto (figuriamoci cosa succede in piena estate!)
A fianco, metto l'immagine dello scalone interno che porta al Museo delle Alpi in cui c'è di tutto, forse esposto in modo un po' troppo psichedelico, ma si sa, io sono un passatista in queste cose. Abbiamo visto anche le prigioni con celle piccolissime. Ai ragazzi non è parso vero: correvano da una cella all'altra rinchiudendosi l'un con l'altro, con i catenacci delle porte. Le facce sorridenti apparivano nelle finestrelle quadrate.
Poi, una grande magnata al ristorante "L'enfant prodige" di Donnas: quasi due ore a tavola, come nei matrimoni di campagna (o di montagna?). Chiacchiere chiacchiere chiacchiere con prese per i fondelli vicendevoli.
E quindi, il tempo per visitare il centro di Ivrea la bella non c'è stato. Alle 18.45 eravamo di nuovo di fronte al Maestoso. Il cinema in disarmo sembrava guardarci maestosamente, ma con un sorriso un po' amaro. Appena a casa, mi son guardato un DVD come parzialissima compensazione.
In chiusura l'immagine va assolutamente ampliata: si tratta di un gruppo scultoreo in legno di una festa montanara. L'originale è nel Forte di Bard.