
Non ero mai stato ad Ivrea, fino alla gita di domenica, ed avevo accolto con piacere l’inserimento nel programma di una passeggiata digestiva nel suo centro. Sfortunatamente il protrarsi del pranzo a Donnas ha fatto modificare la passeggiata in un veloce giro turistico col pullman e quindi non ho potuto verificare se “il fiume (Dora) scorre sempre accanto alla vecchia cittadina piemontese e il castello ne segna il profilo, ma una città nuova è esplosa attorno, in seguito allo sviluppo dell’industria locale, architettonicamente esemplare nell’insediamento...” (TCI – Guida rapida d’Italia – ed.1993)
L’accenno ad Ivrea aveva risvegliato in me una serie di riferimenti riportandomi agli anni ’60 quando, alle prese con l’Università e con le prime esperienze di lavoro, avevo scoperto Adriano Olivetti e il suo movimento “Comunità”.
Come è noto, Adriano, prima direttore della fabbrica Olivetti e poi presidente dell’omonima società di famiglia, aveva cercato di armonizzare, attraverso una continua sperimentazione , lo sviluppo industriale con il progresso umano e sociale della comunità circostante e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Per questo aveva riunito ad Ivrea un folto gruppo di intellettuali che operavano in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica. (cito riassumendo da Wikipedia)
In ogni caso in quegli anni “Comunità – Rivista mensile di informazione culturale” ampliò i miei orizzonti culturali all’urbanistica, alla politica internazionale, alla sociologia, alla psicanalisi e a tutte quelle discipline non propriamente correlate allo studio della Fisica. Posso dire che fu fondamentale per la mia formazione ed apertura mentale. Ancora oggi i miei 50 numeri della rivista sono in bella mostra nella biblioteca di casa.
E debbo dire, è stata una bella sorpresa, la rete è piena di documentazione sulla vita e l’opera di Adriano Olivetti!