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domenica 25 ottobre 2009

Memorie di Adriano

di giorgio casera


Non ero mai stato ad Ivrea, fino alla gita di domenica, ed avevo accolto con piacere l’inserimento nel programma di una passeggiata digestiva nel suo centro. Sfortunatamente il protrarsi del pranzo a Donnas ha fatto modificare la passeggiata in un veloce giro turistico col pullman e quindi non ho potuto verificare se “il fiume (Dora) scorre sempre accanto alla vecchia cittadina piemontese e il castello ne segna il profilo, ma una città nuova è esplosa attorno, in seguito allo sviluppo dell’industria locale, architettonicamente esemplare nell’insediamento...” (TCI – Guida rapida d’Italia – ed.1993)
L’accenno ad Ivrea aveva risvegliato in me una serie di riferimenti riportandomi agli anni ’60 quando, alle prese con l’Università e con le prime esperienze di lavoro, avevo scoperto Adriano Olivetti e il suo movimento “Comunità”.
Come è noto, Adriano, prima direttore della fabbrica Olivetti e poi presidente dell’omonima società di famiglia, aveva cercato di armonizzare, attraverso una continua sperimentazione , lo sviluppo industriale con il progresso umano e sociale della comunità circostante e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Per questo aveva riunito ad Ivrea un folto gruppo di intellettuali che operavano in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica. (cito riassumendo da Wikipedia)

Per diffondere la sua “utopia” a livello nazionale fondò un movimento politico, appunto “Comunità”, che tentava una sintesi tra ideali socialisti e liberali. Come continuazione, secondo la sua intepretazione, degli ideali di “Giustizia e Libertà” dei Rosselli e compagni, di cui era stato supporter. Adriano fu anche eletto deputato con il suo movimento, che assunse negli anni ’50 uno spazio notevole nel campo della cultura economica, sociale e politica.

Adriano scomparve prematuramente nel 1960 ma le sue idee continuarono a circolare attraverso la rivista da lui fondata, di cui diventai fedele abbonato e lettore (dal 1963) finchè la pubblicazione fu regolare (1970). In seguito, mancando l’impulso di Adriano, come mi dichiarò sconfortato un libraio di Cagliari, la rivista uscì in modo frammentario fino a cessare nel 1980. Anche il movimento politico cessò con lui (ahimé, le idee camminano con le gambe degli uomini) poichè nessuno ne prese il testimone (idee troppo utopistiche o rivoluzionarie?).

In ogni caso in quegli anni “Comunità – Rivista mensile di informazione culturale” ampliò i miei orizzonti culturali all’urbanistica, alla politica internazionale, alla sociologia, alla psicanalisi e a tutte quelle discipline non propriamente correlate allo studio della Fisica. Posso dire che fu fondamentale per la mia formazione ed apertura mentale. Ancora oggi i miei 50 numeri della rivista sono in bella mostra nella biblioteca di casa.

E debbo dire, è stata una bella sorpresa, la rete è piena di documentazione sulla vita e l’opera di Adriano Olivetti!